nell'ambito delle iniziative correlate alla XXX edizione della Biennale d'Arte Aldo Roncaglia
INAUGURAZIONE TORRE BORGO
San Felice conserva ancora rilevanti evidenze architettoniche delle fortificazioni dietà medioevale. Oltre alla Rocca, lungo via Terrapieni nord rimangono tre delle quattro torri che facevano parte della cinta muraria del Borgoestense.Acquistata dall’Amministrazione Comunale nel 1998 è stata sottoposta a restauro che ne ha restituito la struttura architettonica originaria.
La datazione della torre non è certa: in base a considerazioni di tipo storico ed architettonico la sua costruzione è attribuibile alla metàdel XIV secolo, in contemporanea con l’edificazione della Rocca. La torre faceva parte di un articolato sistema difensivo murario che rimase in uso fino al XVII secolo. Le tre torri presentano tra loro differenze architettoniche dovute sia a diversità dell’impianto originario sia a rimaneggiamenti successivi. Nel XVIII secolo i documenti d’archivio ci attestano che le torri erano state trasformate in abitazioni. In questo periodo tutte erano state chiuse anche nel lato interno rivolto verso il borgo, lato che in origine era aperto, ed erano state sopraelevate, eliminando le merlature.
Nella torre compare un’epigrafe in cotto posta sopra l’ingresso che ricorda un restauro avvenuto nell’anno 1757. A questo periodo potrebbero risalire le pitture a tempera a motivo geometrico, ancora conservate nel sottotetto stese su un precario intonaco di argilla e paglia, uniche tracce di decorazioni pittoriche presenti. La torre oggetto del restauro e dell’inaugurazione è a pianta pentagonale e si sviluppa su cinque livelli, mentre la Casa annessa si sviluppa su quattro piani.
L’intervento di recupero del complesso “Torre borgo” si inserisce nel più ampio progetto di recupero globale del sistema difensivo dell’intero Castello, costituito dall’elemento principale della Rocca nonché dai suoi percorsi e dagli spazi di pertinenza.
L’obiettivo principale del progetto di restauro è basato sul rispetto delle strutture e degli spazi originari e comunque storicamente significativi, nonché al recupero di quanto eventualmente alterato da successivi interventi incongrui.
Nel riorganizzare gli ambienti si è progettato un utilizzo della spazialità finalizzata alla destinazione culturale dell’edificio ad esempio, come in questo caso, all’allestimento di esposizioni temporanee o permanenti; all’interno della Torre, infatti, verrà allestita la mostra “La Collezione Zavattini” di proprietà del Museo d’Arte delle Generazioni Italiane del ‘900 di Pieve di Cento (BO), gentilmente prestata dal cav. Giulio Bargellini.
Cesare Zavattini, noto giornalista, scrittore, sceneggiatore cinematografico e fumettista, iniziò negli anni ’40, quasi casualmente, a raccoglieree a commissionare opere di piccolo formato (misurano solo 8x10 cm). Si annoverano molti celebri esponenti del ‘900 italiano: da De Pisis a Marini, da Manzu' a Fazzini, da Ligabue a Rosai e Melotti, fino ai piu' vicini Lombardo, Mambor e Fioroni per citarne solo alcuni