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Monumento all'Olmone Stampa E-mail
L’idea di ricordare per sempre l’Olmone con un monumento che ospitasse anche l’immagine sacra piacque a tutti ed il Comune , che nel 1990 acquistò il terreno, ben volentieri si impegnò, con un atto scritto, di fronte al notaio, a realizzarlo, una volta che i resti dell’albero fossero completamente scomparsi. Quando il momento venne fu chiamata un’artista di Medolla, di grande fama, Carla Molinari, che conosceva l’Olmone, lo ricordava bene e come tutti in paese, l’aveva amato.
Carla disegnò un progetto che piacque moltissimo. Sapevano tutti, lei per prima, che niente avrebbe potuto eguagliare la magnificenza dell’Olmone ma decisero che quello era davvero un bel modo di ricordarlo. Decisero anche che il giorno dell’inaugurazione del monumento, tutti i cittadini di San Felice, insieme, avrebbero piantato un giovane olmo, lì vicino, nella speranza che, un giorno, potesse fare ombra e proteggere i figli dei figli dei loro figli come, per secoli, ha fatto l’Olmone.” Descrizione del monumento tratta da una intervista all’autrice dell’opera, Carla Molinari. “…….. Da qui nasce l’idea di utilizzare come metallo la fusione in alluminio, scelta che dà alla lavorazione stessa effetti cromatici luminosi e senso di leggerezza. Il traforato contribuisce a rendere l’effetto di un intreccio di rami che rappresentano anche la natura dell’albero, riflette tutti i movimenti del passato stesso della pianta, gioca con il sole creando impressioni di luce e ritmicità. La base rappresenta il ceppo. Tagliato (anche se l’albero non fu tagliato) per rappresentare la sua fine. Le radici, anch’esse mozzate tutt’intorno, nella parte frontale continuano, esprimendo una inesorabile voglia di vivere. C’è un netto stacco tra la parte inferiore e quella superiore. L’una scura, severa, l’altra chiara e lucente, “legata”, nella sua rinnovata vitalità, da funi luminose : la volontà caparbia di ricompattare l’antica pulsione nella nuova. Il tronco rappresenta la parte spirituale dell’albero, intimamente connessa con l’immagine sacra della Madonna. Quasi a rendere l’anima dell’Olmone visibile, che veglia ancora sul paese ………….Se si pensa alla Madonna ……. Mi piaceva l’idea di una Madonna donna, un madre. Senza manto, con i capelli sciolti. Una figura un po’ ieratica che si sporge verso chi la prega, porgendo il bambino, offrendolo con un gesto che, oltre a ispirare tenerezza, stabilisce un tramite tra i fedeli e la divinità così come l’Olmone, da vivo, è stato un tramite, tra terra e cielo. L’offerta di questo bambino neonato, tenero, indifeso diventa anche una congiunzione con chi guarda il monumento, crea un legame.” Il monumento, realizzato gratuitamente e con grande passione, dalla Fonderia Scacchetti Leghe Leggere srl di San Felice sul Panaro, è stato inaugurato il 28 settembre 2003.